Influencer e recensioni di prodotto: ecco come funziona, quanto guadagnano e perché dovresti fare attenzione

influencer e recensioni

Come funzionano le recensioni da parte degli influencer e perché mai dovresti far attenzione alla loro opinione?


Vuoi rivolgerti ad un influencer per recensire i tuoi prodotti e aumentare la visibilità del tuo e-commerce?

È una scelta più che sensata. Gli influencer sul web sono diventati in poco tempo l’ago della bilancia che decreta il successo o l’insuccesso di un prodotto.

Affidarsi ad un influencer per sponsorizzare il proprio prodotto e il portale di e-commerce vuol dire non solo (e non sempre) aumentare la propria visibilità ma anche fare un investimento notevole.

Spesso i risultati sperati non si ottengono così rapidamente (o non si ottengono proprio).

Noi di eShoppingAdvisor,com, come avrai capito, puntiamo sempre sul “fare la differenza”. E non sempre affidarsi ad un influencer fa la differenza rispetto alle altre aziende…

Una delle modalità per distinguersi è invece quella di offrire ai clienti un buon servizio di supporto. Leggi qui: “Come differenziare il tuo ecommerce con reviews positive grazie ad un buon servizio di attenzione al cliente online“!

Dunque affidarsi ad un influencer ne vale davvero la pena? Scopriamolo insieme.

Che cosa sono gli influencer.

Gli influencer sono le vere star del nostro tempo.

Si tratta di persone che, a vario titolo e sfruttando la forza della comunicazione online, sono riusciti a mettere insieme un grande seguito di follower che vengono influenzati appunto dai consigli del personaggio che seguono.

Il fenomeno degli influencer non avrebbe mai potuto vedere la luce se non fossero nati i social.

È proprio attraverso i principali social network che gli influencer creano la loro visibilità condividendo foto, particolari quotidiani della loro vita, video costruiti ad arte per creare consenso e (a dirla proprio tutta) generare una certa invidia sociale.

Attraverso di essi dispensano anche consigli su argomenti quali cosmetica, moda, sport, viaggi, bellezza e molto altro ancora.

Ovviamente, per essere riconosciuto come tale, un influencer deve essere considerato dal suo pubblico di follower un’autorità in uno specifico settore.

L’utente deve valutare i suoi consigli e i suoi suggerimenti di acquisto come una confidenza dell’amico esperto che vuole aiutarlo a risolvere un piccolo o grande problema.

Naturalmente i brand hanno molto presto fiutato l’affare e si sono catapultati nel mondo degli influencer creando un giro di denaro non da poco.

Come funziona la sponsorizzazione di un influencer?

sponsorizzazione tramite influencer

Far sponsorizzare un brand da un influencer vuol dire legare in maniera indissolubile il marchio all’immagine di quel determinato personaggio che ne deve consigliare l’utilizzo.

Dietro quella che può sembrare un’operazione semplice c’è, in realtà, una complessa strategia di comunicazione che deve essere realizzata a tavolino per raggiungere il successo.

Per dare avvio alla sponsorizzazione di un influencer è necessario innanzitutto capire quale sia lo scopo della collaborazione e quale il messaggio che si intende lanciare al pubblico.

Una volta stabilito questo step importantissimo sarà possibile procedere alla scelta dell’influencer che meglio si sposa con le caratteristiche del brand da sponsorizzare.

Una fase molto delicata e importante è quella della contrattazione del prezzo.

Ovviamente non esiste un tariffario ufficiale ma il costo di ogni singolo post che cita un determinato brand viene stabilito di volta in volta rispetto ad un range di prezzo strettamente legato al numero di follower.

Una volta stabiliti i termini e i costi della promozione, si passa all’attività vera e propria e si inizia lo shooting fotografico, la stesura dei contenuti… E tutto quanto potrà servire per riuscire a creare un messaggio promozionale ad arte che non sia smaccatamente pubblicitario e che possa influenzare le decisioni di acquisto dei follower.

Come scegliere un influencer adatto?

Innanzitutto è bene chiarire che scegliere un influencer non è un’operazione di poco conto.

Ormai il web è pieno di personaggi più o meno noti che, grazie a un buon numero di seguaci, si improvvisano esperti di qualsiasi argomento per poter guadagnare (noi li chiamiamo pseudo-influencer).

Spesso il numero di follower di un profilo non corrisponde neanche all’effettiva notorietà di un personaggio. Non è detto che una cifra di seguaci più elevata sia realmente equivalente al potenziale pubblico in target che quell’influencer può portare al brand che sponsorizza.

Per scegliere l’influencer più adatto vanno presi in considerazione molti elementi come ad esempio il suo stile ma anche il suo comportamento al di fuori dei social.

Se dobbiamo sponsorizzare prodotti cosmetici, ad esempio, la scelta deve ricadere su influencer super femminili, preferibilmente make up artist.

La scelta dell’influencer più adatto deve quindi essere coerente con la filosofia del marchio che andrà a pubblicizzare ma deve anche essere compatibile con la fascia d’età del tuo target.

Queste strategie sono molto importanti, perché altrimenti si rischia di non favorire l’effetto immedesimazione.

Infine, la prima discriminante che deve guidare la scelta è anche il budget a disposizione.

I piccoli marchi difficilmente potranno arrivare ad ingaggiare Chiara Ferragni o qualche altro influencer a più zeri.

Quanto guadagnano gli influencer?

Non è semplice riuscire a quantificare quanto guadagnano gli influencer e, di conseguenza, il budget da stabilire per sostenere una campagna che sfrutti la loro visibilità.

All’interno del mondo degli influencer, infatti, esistono grandi differenze.

I nomi più celebri come Chiara Ferragni e Giulia De Lellis, che sono riuscite a creare una vera e propria industria intorno alla loro influenza, hanno un tariffario molto alto e poco adatto alle micro imprese che vogliono tentare questa avventura.

La Ferragni, una delle più importanti influencer italiane conosciuta anche all’estero, riceve un compenso di circa 12mila dollari per ogni post pubblicato.

Huda Kattan, invece, influencer americana, guadagna circa 18mila dollari a post.

Tutti gli altri influencer, invece, legano le loro tariffe al numero di follower che hanno a disposizione.

Ecco qualche esempio:

  • fino a 5mila follower il costo per ogni singolo post si aggira fra i 100 e i 150 euro;
  • per gli influencer fra i 15mila e i 50mila follower si parla di un compenso a post di circa 300/400 euro;
  • infine gli influencer con un seguito maggiore che supera i centomila follower richiedono un compenso a post di circa mille euro.

Funzionano davvero le sponsorizzazioni di un influencer?

Recenti ricerche nel settore hanno dimostrato che circa l’85% degli utenti online seguono un influencer: la tipologia è molto varia e si differenzia per età, ceto sociale, professione e sesso.

Di questi il 65% circa ha ammesso di lasciarsi guidare in modo più o meno profondo nella scelta di prodotti e servizi dall’influencer preferito. Numeri da capogiro, soprattutto se si prendono in considerazioni le platee di follower degli influencer più seguiti online.

Nel corso del tempo, però, qualcosa sta cambiando.

Sono sempre più numerosi, infatti, gli utenti che percepiscono come pura e semplice pubblicità la comunicazione online lanciata dalle pagine social dei più importanti influencer.

Questa percezione allontana gli utenti dal web e genera l’effetto contrario rispetto a quanto le aziende che investono in questo settore si auspicano.

Va comunque fatta un’importante differenziazione fra personaggio e personaggio.

Un’attività promozionale fatta da chi ha un seguito maggiore ha sicuramente molte più possibilità di ottenere dei risultati tangibili.

Eppure spesso, con lo stesso investimento, si possono ottenere risultati migliori anche con altre forme di promozione e comunicazione.

Una su tutte? Le recensioni positive, reali e verificate.

Influencer VS recensioni certificate

Le recensioni verificate e certificate, come quelle di eShoppingAdvisor.com, restano uno strumento di comunicazione importantissimo.

Tale strumento che non può essere trascurato da tutte quelle aziende, soprattutto quelle più piccole, che vogliono costruite una solida reputazione per il proprio brand ma non hanno le capacità economiche per poter investire in grandi campagne di influencer marketing.

I feedback positivi, infatti, sono l’espressione di gradimento di tutti quei clienti che hanno provato un prodotto oppure un servizio, ne sono rimasti entusiasti e vogliono condividere tale apprezzamento con altri consumatori.

Non esiste strumento migliore per riuscire a convincere platee sempre più ampie di utenti ad avvicinarsi al proprio brand.

Grazie alle recensioni positive – purché ovviamente non siano false – l’ecommerce si classifica agli occhi dei clienti come trasparente ed affidabile.

Due caratteristiche indispensabili non solo per spingere all’acquisto ma anche per fidelizzare un numero sempre maggiore di utenti.

In conclusione

Gli influencer possono in qualche modo aiutarti a far decollare il tuo e-commerce ma occorre prestare molta attenzione al tipo di investimento che si fa.

In caso di inesperienza nel settore o di un budget molto limitato che non consente di puntare a nomi abbastanza noti nella nicchia di mercato di proprio interesse, l’operazione rischia di creare più danni che altro.

Molto meglio utilizzare gli stessi fondi per investire in attività promozionali che spingano i propri utenti a lasciare recensioni positive e veritiere sul prodotto o servizio che intendiamo sponsorizzare.

In questo modo si crea un circolo virtuoso che permette all’e-commerce di diventare, a poco a poco, un punto di riferimento per un numero crescente di clienti.

Pubblicato in B2B

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