Cosa sono i rich snippet e come usarli per l’ecommerce

Solo fino a qualche anno fa bastava destinare il vostro budget per la comunicazione aziendale alla tv privata, al giornale locale o nazionale più letto o ai cartelloni pubblicitari stradali. Poi si incrociavano le dita e ci si affidava al santo protettore della pubblicità.

In ambito digitale oggi nulla può essere lasciato al caso, semplicemente perché i clienti rigettano ormai da tempo le modalità tradizionali di comunicazione, ma anche perché è finalmente possibile misurare il risultato ottenuto.

Dalla parte dei clienti

Abbiamo cura dei consumatori che comprano sul web e sappiamo bene quanto sia fondamentale il loro ruolo di informatori e garanti grazie al libero uso delle recensioni. È indubbio che insieme alle recensioni rilasciate in piattaforme esterne ai siti come lo è eShoppingAdvisor, la prima specializzata in ecommerce, una presenza qualificata su Google sia essenziale per farsi trovare e costruire la propria web reputation.

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I Rich Snippet sono stati ideati e disegnati proprio per aiutare gli utenti a prendere la giusta decisione prima di cliccare. Ed ecco perché ci sta a cuore spiegarvi gli elementi più importanti che ogni buon eshop deve tenere in giusta considerazione.

Se avete un ecommerce dovreste dunque abituarvi a pensare in termini di Click- Trough-Rate (CTR, in italiano ”percentuale di click”) e di Snippet. O, meglio ancora, di Rich Snippet.

Non fatevi impressionare dalle sigle, il concetto è piuttosto semplice da capire.

Il CTR altro non è che il rapporto tra click ed impression; in parole povere, indica quante volte l’annuncio è stato cliccato rispetto a quante volte è stato visualizzato ed è la cartina di tornasole del vostro messaggio. È possibile calcolarlo dividendo il totale di click registrati per il numero di impressioni, moltiplicando poi la cifra ottenuta per 100 e ottenendo così una percentuale.

Un alto valore di CTR dimostra che il messaggio che proponete è in tema con l’intento dell’utente; o meglio, che riesce a portare traffico nel vostro sito e, potenzialmente, di farlo “convertire” in un’azione definita (iscrizione newsletter, registrazione, acquisto ecc). C’è anche un altro aspetto da chiarire; ogni giorno migliaia di addetti ai lavori sudano sette camicie affinché gli ecommerce che gli sono stati affidati godano dei massimi risultati SEO, piazzandosi tra le prime posizioni di Google.

Ma trovarsi in alto per poi non essere cliccati, serve a poco. Ecco perché saper osservare e pilotare gli Snippet è decisivo rispetto ai fini del CTR.

EshoppingAdvisor.com vuole esplorarli con voi. Pronti?

Cosa sono gli Snippet?

Siamo talmente abituati a vederli ogni giorno che li diamo per scontati. Eppure gli snippet (letteralmente dall’inglese piece snipped off ,“ritagli”) sono quei risultati che visualizziamo sui motori di ricerca composti da un titolo e da una descrizione. Sono letteralmente estrapolati da una pagina web e al momento hanno una lunghezza di oltre 230 caratteri.

Non è necessario che siate esperti per individuarli, poiché sono composti da un titolo, dall’URL (www.nomesito.it) della pagina e dalla descrizione. Il tutto è caratterizzato da uno spazio piuttosto limitato; ognuno di questi tre campi, infatti, possiede un determinato numero di caratteri.

Ecco per esempio come viene visualizzato dagli utenti uno snippet di eShoppingAdvisor.com

Senza voler approfondire troppo gli aspetti tecnici correlati agli Snippet, ci sembra necessario che un buon gestore di eshop conosca anche il ruolo di questi Snippet “in primo piano”, chiamati Featured snippets, che secondo una ricerca del 2015 (Ben Goodsell Reports) riuscirebbero ad aumentare il traffico organico del 677% .

Gli Snippet  sitelink, in particolare, aiutano gli utenti a visualizzare con un colpo d’occhio la struttura del sito, ossia le aree più importanti e i loro relativi link di accesso. Come spiega la stessa pagina di Google Search Console :

 

I link mostrati sotto alcuni risultati di ricerca di Google, denominati sitelink, hanno lo scopo di aiutare gli utenti a entrare nel tuo sito. I nostri sistemi analizzano la struttura dei link del tuo sito per trovare scorciatoie che consentano agli utenti di risparmiare tempo e di trovare rapidamente le informazioni che cercano”.

 

Possiamo guidare noi i sitelink? Purtroppo no: è l’algoritmo che stabilisce se e come mostrare queste corsie privilegiate a condizione che il vostro sito sia ben strutturato e navigabile.

A cosa servono i Rich Snippet

Lo dice il nome stesso: i Rich Snippet sono informazioni grafiche aggiuntive chearricchiscono l’anteprima del risultato su Google. Lo fanno grazie ad elementi utilissimi al visitatore (e di conseguenza anche al vostro ecommerce). Ed ecco spiegata la presenza nelle SERP, ossia i risultati di ricerca visibili nei motori, delle famigerate stelline e di altri elementi utili al posizionamento su i motori di ricerca.

Quando si implementano i microdati forniti da Schema.org, il sistema di markup di dati strutturati supportato dai motori di ricerca e prodotto da Google, Yahoo e Microsoft, si ottiene il risultato di comunicare al meglio gli argomenti del vostro sito. Proprio così: i codici di markup permettono di catalogare le pagine al meglio, traendone, appunto, informazioni ricche e di ottimizzazione dei motori di ricerca.

Cosa viene valorizzato?

Le recensioni: I giudizi del pubblico sono una garanzia per qualunque tipologia di clienti e lo sono a maggior ragione per quelli digitali che acquistano negli eshop. Alle recensioni corrispondono le stelline di valutazione e conoscerne il reale numero significa rendersi conto con un solo colpo d’occhio, se il negozio on line ha ottenuto una media – qualunque essa sia- grazie a 4 o a 400 recensioni (che è cosa ben diversa).

I prezzi: Conoscere subito il prezzo medio di un servizio assicurato da un ecommerce non è cosa da poco. Al cliente viene evitato un inutile spreco di tempo alla ricerca di tabelle che rimandino almeno al costo medio. Se poi vantate anche dei prezzi particolarmente convenienti, lo strumento potrebbe risultare un utile metro di paragone con il pricing della concorrenza.

Foto e video: Se avete un ecommerce di prodotti alimentari gourmet o per clienti attenti alla salute, è probabile che abbiate un blog di ricette che funga da àncora per i contenuti. Una foto del piatto finito, in questo caso può fare una grande differenza. Attenzione però: dopo alcuni test, Google ha deciso di non includere le immagini delle pagine dei prodotti in rich snippet. Esiste però una valida alternativa: le miniature dei video che evidenzia il sito web in evidenza nella ricerca e comunica agli utenti che potrebbero trovare contenuti interessanti

Il nominativo dell’autore: Ossia la firma dell’autore che ha realizzato il contenuto. Conoscere il nome della persona che ha realizzato per il vostro ecommerce un contenuto (un post blog, ad esempio) può fare la differenza.

Aumentano le stelline, aumentano le recensioni

Le stelline non sono altro che un sistema di valutazione ottenuto dalla media dei voti ricevuti dagli utenti. Con l’aumento delle stelline aumentano le recensioni su Google o su altri motori di ricerca, e in questa maniera avrete sott’occhio l’indice di gradimento dei visitatori rispetto ad una pagina o ad un articolo; ma nel caso di un ecommerce, anche ad un sistema di vendita di oggetti o servizi.

La media del gradimento va da 1 a 5, ma sappiate che se vi venisse in mente di ritoccare la pagella, sappiate che Google reagirà bannandovi il sito.

In questo video potrete ascoltare l’introduzione al rapporto recensioni. Rich snippet curata dal canale dei Google Webmasters

Ogni contenuto ha il suo rich snippet

Per comprendere meglio come si abbinano i rich snippets ai contenuti dell’ecommerce e non solo, vi illustriamo alcuni esempi di base:

Ristoranti: Sotto il nome del locale e la relativa località (linkabile, come per tutti i titoli dei rich snippet), appariranno prima le stelline e poi la media di valutazione delle recensioni (es: valutazione 4,5). Seguirà la gamma di prezzo. Subito dopo le due righe di descrizione.

Ricette: Sotto il titolo, apparirà la foto del piatto e accanto, la URL del sito che contiene la ricetta. Sotto l’indirizzo, il classico schema dei rich: stelline, valutazione media, numero dei voti rilasciati, e persino i tempi di esecuzione. Già quest’ultimo elemento vi fa però intuire come il visitatore possa anche decidere di non cliccare sulla ricetta poiché magari i suoi tempi sono inferiori.

Prodotti: Nome del prodotto, casa produttrice e nome del negozio nel titolo; segue l’URL, le stelline, la media del punteggio e il numero esatto di recensioni ricevute. Seguono le righe che descrivono la merce.

Google impone le sue linee guida 

Per BigG è necessario rispettare le linee guida generali a proposito di rich snippet. Eccone alcune significative

Riferirsi chiaramente a un prodotto o servizio specifico

Assicurarsi che le recensioni e le valutazioni che hai contrassegnato siano prontamente disponibili per gli utenti dalla pagina contrassegnata. Dovrebbe essere immediatamente ovvio agli utenti che la pagina ha un contenuto di recensioni o valutazioni.

Fornire informazioni di recensione e / o valutazione su un articolo specifico, non su una categoria o un elenco di elementi. Ad esempio, “hotel a Madrid”, “abiti estivi” o “ricette per dolci” non sono articoli specifici.

Nessuna recensione viene mostrata per prodotti o servizi relativi agli adulti.

Valutazioni che non utilizzano una scala a 5 punti: per impostazione predefinita, Google presume che il vostro sito utilizzi una scala a 5 punti, dove 5 è la valutazione migliore possibile e 1 è la peggiore, ma potete utilizzare qualsiasi altra scala. Se lo fai, potete registrare le valutazioni migliori e peggiori, e Google le ridimensionerà in base al sistema a 5 stelle utilizzato nei rich snippet.

Un chiarimento doveroso

Google ha confermato tramite il suo webmaster trend analyst John Mueller, che ha rilasciato una dichiarazione a The Sem Post, che i rich snippet non portano direttamente a scalare la SERP, ma possono aiutare indirettamente e in maniera importante verso questa direzione, consentendo ai motori di ricerca di leggere meglio il contenuto dei siti che viene osservato.

Dice Mueller:

“In generale, l’uso del markup dei dati strutturati non influisce direttamente sul posizionamento del tuo sito, quindi se aggiungi questo markup alle tue pagine e questo è qualcosa che ci aiuta a capire meglio il contenuto della tua pagina, ma non è qualcosa che vedrà drastici cambiamenti nelle classifiche nei risultati di ricerca.

Quindi, solo perché stai marcando il contenuto utilizzando i dati strutturati e i tuoi concorrenti non lo sono, non significa necessariamente che siano classificati indipendentemente dal markup dei dati strutturati.

Quindi penso che sia qualcosa in cui non dovresti dare per scontato che l’aggiunta del markup dei dati strutturati a una pagina cambierà significativamente la sua posizione, ma lo farei per aiutarci a capire meglio il contenuto della tua pagina e, naturalmente, per assicurarmi che possiamo raccogliere cose che potremmo usare per i rich snippet, perché anche se i rich snippet non sono un fattore di ranking, rendono i risultati della ricerca un po’ più interessanti e potrebbero attrarre più persone a fare clic sul tuo sito, anche se non è al primo posto”.

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