Le 7 strategie per aumentare le vendite dell’ecommerce

In queste sintetica guida ti proponiamo delle soluzioni facilmente implementabili che potranno aiutarti ad aumentare le vendite del tuo ecommerce.

Abbiamo selezionato i temi che secondo noi sono più importanti. Ti consigliamo di approfondire ogni singolo punto in quanto abbiamo citato solo la punta dell’iceberg non potendo riassumere in un singolo articolo tutte le informazioni.

1)  Ottimizzazione SEO on-page e off-page

Il posizionamento organico nella SERP (pagina dei risultati di ricerca) in media è responsabile dell’80% del traffico di un ecommerce. È importante quindi migliorare il sito web on-page e off-page, in modo tale da scalare le posizioni nella SERP per determinate keyword e keyphrase.

Una delle tecniche per migliorare la SEO off-page è aumentare il CTR (percentuale di click), un parametro molto importante che ti permette non solo di avanzare nei risultati di ricerca organica, ma anche in quella a pagamento. Questo parametro indica il tasso di click che gli utenti hanno effettuato sul tuo risultato/annuncio durante la visualizzazione di questo nella SERP.

I metodi più fruttuosi per aumentare il CTR sono:

– attivare i rich snippet  (le “stelline” di Google);

– scrivere titoli accattivanti contenenti keyword specifiche;

– non superare i 70 caratteri nel titolo (i motori di ricerca tagliano il titolo al superamento di tale soglia);

– descrivere nel modo più preciso possibile il contenuto della pagina web;

– non utilizzare caratteri speciali e fare titoli solo in maiuscolo.

D’altro canto, per migliorare la SEO on-page, bisogna innanzitutto ottimizzare il layout e la struttura delle pagine web. Per questo processo vengono solitamente utilizzati i servizi di A/B testing e le mappe di calore che permettono di tracciare i movimenti dei clienti e le loro interazioni coni contenuti.

Ricordati anche di avere le pagine web responsive e con un caricamento, possibilmente, sotto i tre secondi. Se il caricamento delle tue pagine è troppo lento considera l’utilizzo di un CDN, la disattivazioni di plugin dei quali puoi fare a meno e l’implementazione di uno strumento di caching.

2)  Digital Marketing – affiliazioni e advertising

Premessa: I link presenti in questo articolo non sono link di affiliazione.

Le affiliazioni, oltre a portare traffico al tuo ecommerce, aumentano anche il ranking di quest’ultimo migliorando la SEO e quindi il posizionamento nella SERP.

Ci sono varie tipologie di affiliazione, e vari modi per implementarle, ma quelle più utilizzate sono le affiliazioni a blog di categoria. Trova quindi i blog che trattano argomenti che interessano al tuo target e contatta il blogger (o vlogger, se vuoi puntare sui video) con una proposta commerciale.

Un’altra tipologia, più macchinosa e difficile da implementare, è quella di creare un programma di affiliazione offrendo una commissione al publisher (blogger, editore ecc) in base alle vendite.

Viene generato un link di affiliazione per ogni affiliato iscritto e vengono tracciati con i cookie tutti gli utenti che arrivano al vostro ecommerce tramite il link.

Con questo metodo paghi il blogger solo e in base alle vendite che effettui. Ogni CMS ha un plugin per implementare un programma di affiliazione.

C’è poi il famoso advertising su Google e Facebook. Valuta bene il tuo ROI considerando il prezzo medio degli Ad di Google.

Se hai segmentato bene il tuo target e conosci bene la tua buyer personas, ti consigliamo di implementare l’advertising su Facebook in modalità PPM (Pay Per Mille – costo per mille visualizzazioni) al posto del PPC (Pay Per Click – costo per singolo click), solitamente utilizzato anche con Google.

Consigliamo anche di valutare Bing per l’advertising, cresciuto nell’ultimo anno del 100% e che offre tariffe più modeste rispetto a Google.

3) Monitorare le KPI (Key Performance Indicator)

Gli indicatori di performance sono il Sacro Graal di un ecommerce manager. Monitorando questi indicatori si hanno dati chiari sull’andamento del tuo ecommerce.

Ogni azienda ha le sue prerogative, per questo motivo i KPI sono diversi e variano in base agli obbiettivi e al mercato dell’ecommerce.

Le KPI più monitorate sono:

– Tasso di conversione

– Visite mensili

– Tasso di abbandono del carrello

– Bounce rate (tasso di rimbalzo)

– Valore medio d’acquisto

– Tempo di permanenza sul sito web

– Soddisfazione del cliente

– Link in entrata (backlink)

L’obbiettivo è quello di migliorare costantemente le metriche delle KPI per aumentare direttamente ed indirettamente le vendite del vostro ecommerce. Con lo strumento di Google Google Analytics riesci a monitorare la maggior parte delle KPI.

4) Ottimizzare il metodo di pagamento e le spedizioni

Il metodo di pagamento è un tema molto rilevante, sia sul piano della sicurezza che sul piano della user experience. Ogni Paese ha preferenze diverse per quanto riguarda i metodi di pagamento. In Germania utilizzano molto il bonifico, in Polonia il contrassegno, in Olanda c’è iDeal.

È importante comunque garantire i metodi di pagamento più utilizzati dal vostro target, assicurando un servizio fluido, intuitivo e sicuro. Oggi ci sono ancora ecommerce che utilizzano i POS virtuali degli istituti bancari (il gateway di Banca Sella è quello più utilizzato), che hanno costi mensili e commissioni esorbitanti.

Oggi, per fortuna, esistono moltissimi gateway che non includono costi fissi e con commissioni molto basse, che possono essere facilmente integrati con i più famosi CMS e includono una moltitudine di metodi di pagamento.

I più popolari sono:

– Adyen

Braintree (servizio di PayPal)

– Stripe

2checkout 

– Skrill

Hipe

Consigliamo di valutare anche il servizio e metodo di pagamento della startup italiana Satispay, economico e gratuito se ricevi pagamenti al di sotto dei 10 euro.

Le spedizioni sono un altro punto dolente del Belpaese, con i costi più alti in Europa. Offrire un ottimo costo di spedizione è importante, meglio ancora se includete le spedizioni gratuite (anche solo al raggiungimento di una certa soglia di spesa). Se non hai un consistente volume di vendite e non riesci quindi ad ottenere tariffe economiche dai corrieri, ti consigliamo due servizi molto validi: Packlink Pro  ed E-motion.

Se lavori invece con più corrieri per abbattere i costi di spedizione in base al peso/area geografica, potresti avere problemi gestionali. Un servizio valido per gestire tutti i corrieri da una singola piattaforma è offerto dalla startup Qaplà (se utilizzi E-motion trovi il servizio di Qaplà incluso).

5) User generated content

Il contenuto generato dagli utenti gioca un ruolo cruciale nell’acquisizione del cliente. Gli acquisti online non stanno prendendo piede in Italia anche a causa della poco fiducia riposta dalla popolazione nei confronti degli ecommerce.

Secondo una ricerca di MineWhat.com, il 61% delle persone legge la recensione di un prodotto prima dell’acquisto e, socondo lo studio di BrightLocal il 63% dei clienti è più propenso ad acquistare da un sito web che abbia recensioni di altri utenti e l’84% degli acquirenti si fida delle recensioni online come se si trattasse di raccomandazioni personali.

È importante quindi chiedere agli acquirenti una recensione dopo un acquisto, sia per creare contenuti, sia per migliorare le parti deboli dell’ecommerce, sia per migliorare la brand awareness.

La giovane startup italiana eShoppingAdvisor mette a disposizione degli ecommerce tutto l’indispensabile per implementare un servizio di recensioni, integrabile con i più famosi CMS.

6) User engagement e lead generation

Ci sono più di 100 social network nel mondo, alcuni che puntano a un target specifico.

Valuta la possibilità di posizionarti sui social network di nicchia, magari liberi dalla tua concorrenza diretta.

Prendiamo come esempio un ecommerce che vende sciarpe, puntando a un target femminile. In questo caso il social network più adatto è Pinterest, che punta a un target femminile (le donne rappresentano circa l’80% degli utenti) utilizzano immagini e, a differenza di Instagram, è più strutturato per aiutarti con le vendite dell’ecommerce.

Per raggiungere il tuo target e relazionarti con loro oggigiorno ci sono moltissime possibilità, dai social network alle app di messaggistica istantanea, dall’email alle web push notification. Sfrutta tutti i canali che ritieni opportuni, ma ricordati che vanno anche gestiti e monitorati. Per la gestione delle pagine sui social network ci sono due servizi freemium molto famosi: Hootsuite e Buffer. Se vuoi invece utilizzare un servizio 100% italiano ti consigliamo Postpickr.

7) Studio della concorrenza

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” – Sun Tzu

È sempre meglio sapere quali sono le strategie applicate dai tuoi competitor e quali sono gli obbiettivi che persegue. Questo ti permetterà di seguire la sua stessa strada, se credi ci sia un profitto, oppure prenderne un’altra.

Se un competitor punta su una certa keyword e impiega risorse per posizionarla sulla SERP, oppure se è ben posizionato per una certa categoria di prodotti, la scelta migliore è quella di puntare su keyword diverse e differenziarsi dalla concorrenza, mirando a nicchie di mercato libere. Se un competitor invece riceve backlink da diversi blog che interessano il tuo target, vale la pena valutare una collaborazione con questi.

Di seguito ti riportiamo gli strumenti freemium più famosi sul mercato per lo studio della concorrenza e il monitoraggio dei backlink verso il tuo sito web:

Ahrefs 

Semrush 

 SEOZoom 

7+1) Fidelizzazione

I clienti che ricomprano hanno un valore superiore di quelli che effettuano il primo acquisto. Sono loro, solitamente, quelli che consigliano il tuo ecommerce a amici e parenti e sono ancora loro quelli che visitano più spesso le tue fanpage sui social network, il tuo blog e il tuo negozio online in cerca di novità e nuove conoscenze.

Offri a queste persone sconti speciali (magari tramite l’invio di email automatizzate con codici sconto o coupon) e dedica loro maggiore attenzione perchè sono loro i tuoi “brand ambassadors”, ovvero quelle persone che si fanno portatori dei valori della tua azienda e praticano pubblicità senza ricevere un compenso. Questi clienti sono, appunto, fedeli al tuo ecommerce e contribuiscono maggiormente alla sua crescita ed espansione, anche condividendo un feedback sull’ecommerce.

Sei soddisfatto delle nostre dritte?  Se lo desideri puoi anche imparare molto sulle strategie legate alla reputazione degli shop on line scaricando gratuitamente  il nostro mini corso gratuito dal titolo “I 7 segreti per migliorare la reputazione del tuo ecommerce.

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